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Si dice che “quando si chiude una porta, si apre un portone” per cui non bisogna preoccuparsi.. Eppure ci sono porte che quando si chiudono provocano un dolore immenso e lasciano un vuoto incolmabile. A volte osserviamo i nostri figli partire e vediamo che si allontano sorridenti perché magari stanno andando in vacanza con gli amici.. Assistiamo impotenti alla chiusura del “gate” ma e’ anche vero che sappiamo che, dopo qualche giorno, riabbracceremo i nostri ragazzi. Poi ci sono anche i figli che partono per andare a studiare in altre città. Devono imparare a cavarsela da soli organizzandosi per il pranzo, per la cena e per lo studio.La casa si vuota e sembra che restano solo le pareti e tanti lunghi silenzi..Possiamo consolarci con qualche telefonata e videochiamata, ma anche con qualche visita, magari con la scusa di portare dei panni o del cibo. Eppure io mi sento svuotata.. Ho visto la mia piccola donna di solo diciannove anni fare tanti sacrifici nel 2025 per fare dei concorsi nello stesso anno che doveva fare l’esame di maturità…L’ho vista stressarsi per prepararsi per fare i test di cultura generale, i test psicologici, il tema, la prova con il perito, le prove fisiche, le visite mediche e poi l’orale di tante materie.. Sono rimasta sempre vicino a lei…ho prenotato una marea di analisi e visite per aiutarla ad avere gli esiti da portare ogni volta che c’erano le prove del concorso. L’ho vista piangere quando e’ risultata NON IDONEA perche’ si e’ confusa in quanto doveva correre in un campo da 200 metri e si era allenata in uno da 400 metri…E’ stato un viaggio di ritorno a casa lunghissimo.. mi sembrava di aver fatto 5000 km mentre ne avevamo fatti solo 200!! Ho sentito il suo dolore per il fallimento .. ho visto nei suoi occhi la paura di non riuscire a farcela .. la paura di dover rinunciare ai propri sogni … Sono seguiti giorni di lacrime e di un dolore silenzioso e profondo. Si e’ chiusa come un riccio perché nessuna delle sue amiche comprendeva il suo enorme dolore.. Poi con resilienza e tanta pazienza ha ricominciato a studiare.Si e’ presentata ad altri concorsi e piano piano ha superato sempre le varie prove… Ma il destino non aveva ancora finito con la mia piccola! Così e’ risultata idonea al concorso ufficiali dell’aeronautica…. Ma dopo settimane di agonia ad aspettare per vedere se arrivava la pec di convocazione, alla fine e’ stata la prima degli idonei non vincitori e quindi non convocata!!! Ma come si può accettare di essere idonei vincitori, e di non rientrare? Un dolore troppo grande da affrontare soprattutto a soli diciannove anni .. Forse a diciannove anni e’ troppo presto per fare concorsi? Forse i sogni a volte sono troppo grandi? Poi la accompagno a fare l’orale di un altro concorso…anche se lei non voleva andare perché ormai troppo delusa e scoraggiata.. La accompagno davanti ad un enorme cancello verde .. e le dico “ io ti lascio qui davanti : decidi tu se vuoi entrare e provarci oppure se vuoi rinunciare e andartene”. Non voglio che un giorno mi possa rimproverare di non averla accompagnata a fare la prova orale.. l’ultima di una marea di prove di concorso già superate … Inizia un’altra lunga giornata di attesa … in cui ogni minuto sembra un’eternità … Poi esci e non mi dici nulla… non ti va di parlare e lo capisco .. ma il cuore mi si stringe e non so che pensare.. Alla fine ci avviamo verso casa e ci fermiamo a mangiare una pizza in un autogrill.. Con un sorriso liberatorio mi dai un foglio e mi dici :IDONEA…. Vorrei sorridere e saltellare per la gioia.. ma potrebbe accadere di nuovo che sei "idoneo non vincitore"...Ti abbraccio forte e sento il tuo cuore battere di speranza ma anche di paura..Cosi’ inizia un periodo di attesa infinita .. di giorni lunghi e silenziosi pieni di sguardi di speranza e di paura! Che ansia .. il cuore sembra impazzito e la paura di non farcela ci pervade ogni giorno rattristando gli sguardi e riempiendo gli occhi ogni sera di lacrime. Solo quel cuscino della tua piccola cameretta sa quante lacrime hanno bagnato il tuo viso in quei giorni … Quanta sofferenza nel vedere un sogno che prima sembrava quasi sfiorato diventare irraggiungibile ..Poi arriva una pec : convocata per il giorno 13 gennaio. Vedo la felicità nei tuoi occhi e un senso di appagamento .. ma poi arriva la paura .. Dove sto andando? Quanto sono severi? E’ vero che non si può neanche andare in bagno durante l’addestramento? E’ vero che fanno stare anche 10 ore di fila in piedi? E’ vero che se ti puniscono potresti non uscire in libera uscita ? E’ vero che mi taglieranno i miei lunghissimi capelli? Se penso che da piccola quando ti tagliavano i capelli piangevi perché a tuo dire avevo dolore .. e che anche adesso non vuoi mai tagliare i capelli ( li spunta solo un po’), non so come potrai affrontare tutto ciò… Dopo aver passato gli ultimi giorni insieme a comprare il necessario da portare alla scuola marescialli arriva il grande giorno! Si parte con la macchina, si arriva e si parcheggia. Poi si formano le file di tanti ragazzi e ragazze per entrare. C’è una piccola porta dove quasi non passano le valigie e tutti i vincitori del concorso devono attraversarla.. C’è chi saluta i parenti, chi si abbraccia e chi piange perché non sa cosa troverà oltre quella porta! Ti seguo da lontano con lo sguardo pieno di amore e sapendo che sei una parte di me che si sta staccando. Vedo che eviti il mio sguardo e cerchi di far finta di nulla forse perché ti potrebbe scappare una lacrima e potresti non avere più la forza di entrare… So che e’ difficile .. anche io vorrei solo abbracciarti ma cerco di trattenermi e di sorridere. Poi ad un tratto scompari dietro quella porta e non ti vedo più ..Tutto diventa triste, vuoto e pesante da vivere senza di te.. La casa e’ in ordine.. non c’è più chi si prende il caricatore del cellulare, manca chi quando esce dal bagno lo lascia come se ci fosse stato un uragano!!E’ come quando senti che manca qualcosa di indispensabile senza la quale il mondo ti sembra diverso… quasi ti manca l’aria..Molte cose non sono più interessanti come prima perché adesso il primo pensiero e’ sempre per te .. per la mia piccola che nn posso vedere e sentire quando voglio.. Passo le sere vicino al telefono sperando che squilli e che possa chiamare.. Devo accontentarmi di sentire la vocina per un secondo e devo stare attenta a quello che le dico perché so che facilmente potrebbe piangere perché sente la mancanza di tutti e vorrebbe essere a casa sua! Sei la mia vita e lasciarti andare e’ la cosa più difficile del mondo !